Blog in pausa riflessione

 PENSIERI IN CORSO – INTERRUZIONE TEMPORANEA

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La morte del pubblico e la fine di tutto

Condivido questa riflessione interessante da un altro blog.

Ecco perché sono gelosa del mio tempo, dei miei spazi, di ciò che scelgo. Ecco perché non fagocito eventi ma li “assaporo”. Ecco perché sono tornata ad ascoltare musica sul vinile. Ecco perché sono una persona culturalmente solitaria.

La Grande Concavità

Qualche tempo fa ero in un locale e stavo ascoltando un artista. Non dico che locale e non dico che artista, i nomi in questo caso non sono importanti.
Comunque, c’è lui sul palco, con i suoi musicisti, che si dà da fare per cantare le sue canzoni, per far arrivare i suoi testi ai presenti.
Sono nelle prime file, quindi non vedo il resto del pubblico, che comunque è piuttosto numeroso. Però sento un brusio che è più di un brusio, è molto più simile al tipo di rumore che le voci umane producono nei luoghi affollati come le stazioni o gli aeroporti. O i pub, nei brevi momenti in cui, tra una canzone e l’altra, tace la musica.
A quel punto mi giro e vedo che nessuno sta ascoltando. Nessuno. Chi mi conosce sa che sono un tipo incline all’esagerazione quindi facciamo che no, magari due o tre…

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Famiglia e libertà

La vita di famiglia perde ogni libertà e bellezza quando si fonda sul principio dell’io ti do e tu mi dai. (da Casa di bambola)

Henrik Ibsen

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Sicurezza insicura

Tratto da “La solitudine del cittadino globale” di Zygmunt Bauman 

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C’era una volta…

…una finestra tra cielo e mare, attraversata dal vento, ghermita dalle maree. La chiamavano Azure Window…

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Io rallento,  mi gusto la vita 

Correre. Sempre correre, nella vita reale e virtuale. E poi? Perdersi. Ma siamo fatti di ricordi, emozioni e riflessioni.  Così rallento. Acquisto un giradischi e non un mp3/4/5…e anziché pigiare, cliccare, scelgo il vinile, lo posiziono con cautela, muovo il “braccio” e…rallento. Mi riprendo il passato, io che posso farlo. Pesco a caso tra i ricordi di 33 o 45 giri, gettoni, musicassette e carta da lettere..e mi gusto la vita di oggi. Pausa. 

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Brescia, 28 maggio 1974 // 42 anni dopo, qual è il valore del ricordo?

Brescia, 28 maggio 1974.

Ore 10,12: in piazza Loggia è in corso  un comizio antifascista.  Franco Castrezzati, della Cisl, ha iniziato a parlare da alcuni minuti quando esplode una bomba nascosta in un cestino della spazzatura.

 

8 persone muoiono:stele

  • Giulietta Banzi Bazoli, 34 anni
  • Livia Bottardi Milani, 32 anni
  • Clementina Calzari Trebeschi, 31 anni
  • Euplo Natali, 69 anni
  • Luigi Pinto, 25 anni
  • Bartolomeo Talenti,  56 anni
  • Alberto Trebeschi, 37 anni
  • Vittorio Zambarda,  60 anni

…altre 102 rimangono ferite.

La strage di piazza della Loggia si inserisce nella  strategia della tensione, una lunga scia di attentati –  da Piazza Fontana, alla bomba alla questura di Milano, al treno Italicus –  che insanguinarono l’Italia dal 1969 al 1984.

Il 22 luglio 2015 Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte vengono condannati all’ergastolo dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano al termine di una lunga vicenda processuale iniziata nel 1979. Non si tratta, ancora,  di una sentenza definitiva. I difensori dei condannati attendono le motivazioni  per ricorrere in Cassazione.

Il 28 maggio 2016 per Brescia sarà la prima commemorazione in piazza con una sentenza di colpevolezza. La prima dopo 42 anni. Il fotografo bresciano Eros Mauroner, in questi giorni, ha posto un’interessante riflessione sul significato della ricorrenza, oggi, e sul rischio che possa trasformarsi in pura “liturgia” poco sentita dalle giovani generazioni. Dalla riflessione alla proposta:  organizzare in quegli stessi giorni un “festival del diritti”, per rendere la ricorrenza  più attuale e più incisiva. Pubblico gli articoli del quotidiano Bresciaoggi (per cui lavoro) nei quali si sviluppa il dibattito nato in città su questo tema. Dalla proposta di Eros Mauroner alle risposte di Alfredo Bazoli, deputato del Pd e figlio di una delle 8 vittime della strage, dei segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, fino alla riflessione di Manlio Milani.

Manlio Milani è l’uomo che appare in alcune delle  drammatiche foto scattate quel giorno. Nella strage di piazza Loggia ha perso la moglie, Livia Bottardi. Da allora non ha mai smesso di illuminare la verità: CHI, COME, QUANDO E PERCHE’ le domane alle quali ha cercato di dare risposta, supportato da tutta la città.  Oggi è il presidente della Casa della Memoria  l’associazione dei familiari dei Caduti in piazza Loggia. A lui l’ultima parola sul dibattito in corso.

Prima, però, riascoltiamolo in questa   intervista televisiva  che gli feci nei giorni seguenti la sentenza , era luglio del 2015. Se vorrete, dopo aver letto gli interventi qui sotto,  potrete intervenire nella sezione commenti del blog. Grazie

piazza_della_loggia

 

 Leggi la proposta di Eros Mauroner  (pdf)     Leggi la risposta di Bazoli, Cgil, Cisl e Uil

La propostaLe risposte

Leggi la riflessione di Manlio Milani

Manlio Milani

 

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